Ho appena speso €2000 per il Natale e mia suocera ha ripulito tutto di nascosto per darlo a mio cognato. Mio marito mi ha detto: “Compra degli spaghetti per la casa. ”
Erano i giorni di fine dicembre, poco prima di Natale. L’aria era pungente e le strade intorno a corso Buenos Aires erano intasate di gente che correva per gli ultimi regali.

Mi chiamo Elena, avevo 35 anni ed ero sposata con Matteo da 4 anni. Vivevamo in un appartamento di circa 70 metri quadri vicino a Lambrate. Matteo mi guardava mentre lavoravo, appoggiato allo stipite della porta. “Potevamo assumere qualcuno per queste cose, no?
” disse. Le due grandi borse regalo per i miei genitori erano in un angolo appartato dello studio, mentre quelle per i miei suoceri erano vicine all’ingresso, pronte per essere portate da loro la mattina dopo. “No, mamma, mi stavo solo sfogando,” dissi al telefono con mia madre. “Magari si guadagna un po’ meno all’inizio, ma è sicuro.
” Andai in soggiorno, il telefono ancora all’orecchio, e vidi un uomo sconosciuto uscire dal nostro studio con le due borse regalo destinate ai miei genitori. “Chi sei? Cosa stai facendo? ” urlai.
L’uomo non rispose, scese velocemente le scale. Quando guardai nello studio, le borse per i miei suoceri erano ancora lì, ma quelle per i miei genitori erano sparite. Chiamai Matteo, che era a casa di sua madre. “No, nemmeno io,” disse confuso.
Poi capii. Mia suocera era arrivata prima, aveva preso le borse più costose e le aveva date a mio cognato Luca, quello che non lavorava da anni e che “aveva bisogno di più aiuto”. Quando la affrontai, urlò immediatamente: “No, perché l’ho già dato a Luca, cosa regalata non si toglie. ”
Forse quando una persona viene messa all’angolo troppe volte, la prima emozione non è più la rabbia, ma la delusione profonda.
Guardai Matteo, che stava in silenzio accanto a sua madre. “No, prima di oggi non lo sapevi,” dissi, indicando il suo telefono sul comodino. Le registrazioni del garage mostravano un furgone bianco, tipo Renault Traffic, che era apparso vicino all’area di carico. Mia suocera aveva organizzato tutto.
Non era la prima volta. Aveva preso i regali destinati ai miei genitori per darli a Luca, e quando mio cognato stesso sembrava completamente all’oscuro di tutto, capii che era stata una mossa solo sua. La sera della vigilia, tutta la famiglia era a casa nostra. Mia suocera sorrideva, serviva il panettone, faceva finta di niente.
Poi il campanello suonò. Sul monitor apparve Chiara, mia cognata, e accanto a lei c’era l’uomo con il cappellino che avevamo visto a casa nostra, Marco, con il furgone bianco parcheggiato davanti all’ingresso. “No, giuralo, smettila,” dissi. Chiara rispose: “Se te l’avessi detto, avresti chiamato Matteo per chiedere consiglio e lui avrebbe detto di no.
” Aprì il telefono e mostrò i messaggi. All’inizio c’erano solo messaggi su orari e trasporti. Poi vidi solo una parte: c’erano i dati anagrafici di mia suocera, un importo di €5. 000 e un piano di rientro a rate.
Dopo circa 20 minuti arrivò una pattuglia dei carabinieri. Mia suocera si è ritrovata sola con le sue bugie, e le sue dirette sui social non potevano più salvarla di fronte all’evidenza dei fatti.


